Da parecchio tempo
stiamo dicendo che i servizi vanno pagati. Non si tratta solo di una regola
commerciale ma anche di un problema morale, chi da un servizio riceve un vantaggio è bene
che questo servizio lo paghi.

L'analisi de Il Mondo riguarda i maxi siti o i grandi provider
ma la situazione è identica per le piccole aziende che hanno hanno a che fare con
internet e con il settore immobiliare. Ecco come inizia l'articolo di Matteo Tagliaferri:
"Internet è morto? No, sta cambiando pelle. Per sopravvivere.
Se finora la Rete è stata sinonimo di servizi gratuiti, il futuro sarà di chi offere
servizi a pagamento: le Internet Company di tutto il mondo si stanno preparando..".
E' bene che anche gli utilizzatori di servizi si preparino, soprattutto
quelli che sul gratuito hanno costruito le loro strategie. Farlo ora, anticipando i tempi,
permetterebbe loro di ottenere vantaggiose condizioni contrattuali, capire di più quello
che avviene e soprattutto imparare a scegliere quando siinora non ce ne è stato bisogno.
"Gli utenti di Internet, - continua l'articolo - oltre 10 milioni in Italia, dovranno dunque abituarsi a pagare per servizi
finora gratuiti?". Risponde Andreina Mandelli, docente di marketing
online e commercio elettronico presso la Sda Bocconi, dicendo che in primo luogo è
necessario distinguere le categorie di servizi: " I contenuti,
con pochissime eccezioni legate ad ambiti ristretti e specializzati, fino ad oggi sono
stati gratuiti e chi li produceva ha tentato di mutuare, senza successo, il modello di
business della tv commerciale, sostenendosi con la sola pubblicità. Oggi è evidente che
è necessario sviluppare nuove proposte, anche a pagamento, purchè non costringano
l'utente a sostenere costi non coerenti con il valore del contenuto offerto"
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Cosa dunque dobbiamo aspettarci da Internet? E cosa
dobbiamo pagare? In queste pagine abbiamo parlato di PiùCase che è sbarcato anche a
Genova. Gli agenti di PiùCase hanno visitato le agenzie immobiliari, hanno proposto il
loro servizio, hanno proposto un listino prezzi ed è uscito il primo numero. Le agenzie
hanno pagato gli annunci, hanno ricevuto le richieste che questi annunci hanno prodotto,
molto probabilmente ne è scaturita, come di solito avviene quando ci sono delle
richieste, qualche vendita.
Che differenza c'è tra PiùCase e un database immobiliare?
Nella sostanza nessuna, sono entrambe iniziative editoriali, anche se il
mezzo utilizzato è diverso. Tutti noi sappiamo che un giornale si fa pagare. Se lo
utilizziamo paghiamo. Molti sono convinti che tutto Internet sia gratuito, quindi non
pagano. Dove sta la debolezza di un mezzo che fornisce un servizio e non si fa pagare?
Nella convinzione che se il numero di immobili presenti è limitato manca la
possibilità di chiedere il pagamento con la conseguenza che il gatto inizia a mordersi la
coda. Questa convinzione è avvalorata dal fatto che parecchie decine di database
concorrenti si trovano nella stessa situazione e nessuno ha il coraggio di invertire
rotta.
Cosa succederebbe se tutti fossero a pagamento?
Facile previsione: quelli inutili, quelli che non producessero richieste
sarebbero destinati ad una fine rapida. E così le agenzie si troverebbero in una nuova
situazione, in un mercato caratterizzato dalla presenza di soli siti utili. Ma chi
comincia con una prova di coraggio? |