Le parole con l'anima
Quando leggo articoli, riflessioni o anche solo appunti scritti da Maurizio Frizziero
resto letteralmente "elettrizzato". Devo aggiungere che ormai riconosco l'anima
delle sue parole. Ammetto che qualcuno possa trovare esagerata e ridicola questa
espressione; perch le persone normali non sanno nemmeno che le parole possono avere
"anima"; spesso non sanno nemmeno di averla essi stessi!
Andiamo con ordine. Le parole hanno un'anima e pu essere anche
bella o brutta. Quante volte ci capita di ascoltare per ore delle persone senza sapere,
appena qualche minuto dopo, che cosa hanno detto? Talvolta per comunicare delle cose
occorrono fiumi di parole, mentre in altri casi ne bastano pochissime per scolpirci dentro
delle grandi verit, capaci addirittura di cambiare la nostra vita! Insomma, stiamo pure
tranquilli: non intendo assolutamente avventurarmi per questo sentiero che, pur essendo
meraviglioso, rischierebbe di distogliermi dal pensiero centrale di questa pagina. Volevo
solo accennare al fatto che le parole l'anima l'hanno! Anche se spesso essa dissociata
dal pensiero, dalle azioni, dalle intenzioni.
Come dicevo, riconosco l'anima delle parole di Frizziero a tal
punto che anche se anche non sapessi che sono sue, saprei riconoscerne il
"produttore". Ciascuno di noi scolpisce le proprie parole col proprio
sentimento. Chi non sa riconoscere il marchio "enciclopedico" di certe
espressioni? Esistono, infatti, anche i ladri di parole e di concetti, gente che ripete a
vanvera delle espressioni solo perch pensa di fare bella figura, sono le "penne di
pavone in bocca"! D'altra parte, se il metodo funziona, se si riesce a ricavarne dei
vantaggi o addirittura dei privilegi... perch non approfittarne? Non esiste neanche una
legge che impedisca pi di tanto di incantare i polli! E se anche esistesse... sappiamo
bene che non cambierebbe nulla nel nostro comportamento! Scusatemi, la tentazione di
approfondire il tema della parola come strumento per ingannare grande, ma... mi
controller. Torno a Frizziero. Mi chiedo, visto che io mi sento sempre cos
elettrizzato e stimolato, come sia possibile che altri non sentano almeno un po la
stessa sensazione? Vi sono molte ragioni possibili, ma voglio essere generoso e mi
limiter a pensare alla pi semplice: siamo solo lui ed io che leggiamo i suoi articoli!
Solo questo pu giustificare dignitosamente il silenzio assoluto degli altri.
Quando penso a queste cose mi prude il cervello. Penso con
amarezza, spesso con rabbia, a come ci hanno conciati i cervelli a forza di prenderci per
il naso. Stavolta il riferimento ad internet lo faccio subito. Molta gente non ha ancora
capito, e penso che prima o poi, viste le intenzioni anche del Direttore di Guida
immobiliare, glielo spiegheremo, che differenza vi sia fra la televisione ed internet, fra
un televisore ed un monitor, fra un telecomando ed una tastiera. Si potrebbe parlare di
paralisi delle capacit critiche, e ancor pi delle capacit espressive. Autentica
violenza subita attraverso gli strumenti "tradizionali" di un certo potere.
Peccato che i valori di tradizione debbano essere di quel tipo! La passivit, che poi per
reazioni del tutto naturali, interessanti da analizzare qualche volta, diventa anche
aggressivit, ci fa stare zitti. Se siamo certi di non procurare "terremoti"
parliamo a voce alta; altrimenti, ci censuriamo, quasi per acquisire un altro grande
privilegio; quello di giudicare provocatori, presuntuosi ed incivili gli altri, quelli che
hanno il coraggio di esprimersi con verit! Chi ha avuto la grande disgrazia di stare due
ore di seguito davanti ad un televisore acceso sa quali tipi di messaggi entrano nella
nostra vita attraverso gli occhi e le orecchie. Quanto meglio sarebbe per molti non avere
la vista e l'udito!