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Opinioni - 16 novembre 2000

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Vito Iacono mi adula spesso ma lo fa con convinzione e questo non mi fa sentire a disagio e mi permette di pubblicare le sue opinioni senza preoccuparmi troppo del fatto che facendolo io possa alimentare il mio narcisismo. Lo faccio perch, superata la fatica di leggere i miei elogi, poi prevale l'attenzione per i contenuti generali del resto dei suoi messaggi.

Le parole con l'anima
Quando leggo articoli, riflessioni o anche solo appunti scritti da Maurizio Frizziero resto letteralmente "elettrizzato". Devo aggiungere che ormai riconosco l'anima delle sue parole. Ammetto che qualcuno possa trovare esagerata e ridicola questa espressione; perch le persone normali non sanno nemmeno che le parole possono avere "anima"; spesso non sanno nemmeno di averla essi stessi!

Andiamo con ordine. Le parole hanno un'anima e pu essere anche bella o brutta. Quante volte ci capita di ascoltare per ore delle persone senza sapere, appena qualche minuto dopo, che cosa hanno detto? Talvolta per comunicare delle cose occorrono fiumi di parole, mentre in altri casi ne bastano pochissime per scolpirci dentro delle grandi verit, capaci addirittura di cambiare la nostra vita! Insomma, stiamo pure tranquilli: non intendo assolutamente avventurarmi per questo sentiero che, pur essendo meraviglioso, rischierebbe di distogliermi dal pensiero centrale di questa pagina. Volevo solo accennare al fatto che le parole l'anima l'hanno! Anche se spesso essa dissociata dal pensiero, dalle azioni, dalle intenzioni.

Come dicevo, riconosco l'anima delle parole di Frizziero a tal punto che anche se anche non sapessi che sono sue, saprei riconoscerne il "produttore". Ciascuno di noi scolpisce le proprie parole col proprio sentimento. Chi non sa riconoscere il marchio "enciclopedico" di certe espressioni? Esistono, infatti, anche i ladri di parole e di concetti, gente che ripete a vanvera delle espressioni solo perch pensa di fare bella figura, sono le "penne di pavone in bocca"! D'altra parte, se il metodo funziona, se si riesce a ricavarne dei vantaggi o addirittura dei privilegi... perch non approfittarne? Non esiste neanche una legge che impedisca pi di tanto di incantare i polli! E se anche esistesse... sappiamo bene che non cambierebbe nulla nel nostro comportamento! Scusatemi, la tentazione di approfondire il tema della parola come strumento per ingannare grande, ma... mi controller. Torno a Frizziero. Mi chiedo, visto che io mi sento sempre cos elettrizzato e stimolato, come sia possibile che altri non sentano almeno un po’ la stessa sensazione? Vi sono molte ragioni possibili, ma voglio essere generoso e mi limiter a pensare alla pi semplice: siamo solo lui ed io che leggiamo i suoi articoli! Solo questo pu giustificare dignitosamente il silenzio assoluto degli altri.

Quando penso a queste cose mi prude il cervello. Penso con amarezza, spesso con rabbia, a come ci hanno conciati i cervelli a forza di prenderci per il naso. Stavolta il riferimento ad internet lo faccio subito. Molta gente non ha ancora capito, e penso che prima o poi, viste le intenzioni anche del Direttore di Guida immobiliare, glielo spiegheremo, che differenza vi sia fra la televisione ed internet, fra un televisore ed un monitor, fra un telecomando ed una tastiera. Si potrebbe parlare di paralisi delle capacit critiche, e ancor pi delle capacit espressive. Autentica violenza subita attraverso gli strumenti "tradizionali" di un certo potere. Peccato che i valori di tradizione debbano essere di quel tipo! La passivit, che poi per reazioni del tutto naturali, interessanti da analizzare qualche volta, diventa anche aggressivit, ci fa stare zitti. Se siamo certi di non procurare "terremoti" parliamo a voce alta; altrimenti, ci censuriamo, quasi per acquisire un altro grande privilegio; quello di giudicare provocatori, presuntuosi ed incivili gli altri, quelli che hanno il coraggio di esprimersi con verit! Chi ha avuto la grande disgrazia di stare due ore di seguito davanti ad un televisore acceso sa quali tipi di messaggi entrano nella nostra vita attraverso gli occhi e le orecchie. Quanto meglio sarebbe per molti non avere la vista e l'udito!

Abbiamo anche inventato una terminologia particolare, adatta al caso; per esempio, consideriamo "discreti" quelli che sarebbero meglio definiti "vigliacchi"! Consideriamo "buoni" quelli che non giudicano i "carnefici"! Consideriamo pentiti quelli che tali si professano a parole! Non forse vero che per lavarsi la coscienza basta andare dal prete fingendo di pentirsi e promettendo che non si far pi quel peccato, quando si sa benissimo che quel peccato indispensabile per sopravvivere? Un altro interessante tema da esplorare. Peccato, peccato davvero, che si continui a stare zitti!

Vito Iacono

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